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Trasformare la FOMO in JOMO

Chi non ha mai avvertito il fastidio di non aver preso parte a qualcosa di unico, ai festeggiamenti per una vittoria ai mondiali, un concerto irripetibile, una vacanza da sogno? Spinti al confronto dalle piattaforme social, sono ancora di più le occasioni in cui paragonare le nostre esperienze a quelle altrui. Benvenuti nell’era della FOMO.

Ci sono periodi in cui la nostra vita sembra appiattirsi. Magari siamo molto indaffarati e pieni di lavoro ma non viviamo grandi esperienze, fermi in una routine quotidiana spesso poco emozionante. Intanto fuori il mondo gira e pare che per gli altri le cose non stiano così. Potremmo trovarci su Instagram a scorrere le storie di amici e conoscenti, in luoghi meravigliosi che non abbiamo mai visitato, a un evento di lavoro, alla premiazione per un lavoro o in quel ristorante al mare.

È in quel momento che iniziamo a sentire uno strano timore, come se la nostra vita ci stesse sfuggendo via. Eccoci immersi a pieno nella FOMO.

La paura di non vivere al massimo

La paura di perdersi qualcosa (Fear Of Missing Out), di essere tagliati fuori da una narrazione, può manifestarsi come leggero fastidio o accompagnata da una frustrazione che nel tempo può condurre anche a stati depressivi. La sensazione di non condividere con il resto del mondo una particolare occasione o esperienze eccitanti, provoca malessere e turba le nostre emozioni. Questo fenomeno, sempre più comune nell’epoca dell’iperconnessione, può avere un impatto significativo sulla quotidianità e sulla percezione di sé in rapporto al sistema sociale di riferimento.

Chiunque può sperimentare questa particolare sensazione, senza differenze di genere o età, anche se normalmente il suo impatto è più pesante in alcune fasi della vita rispetto ad altre, in particolare durante l’adolescenza o nei momenti in cui abbiamo bisogno di conferme da parte degli altri.

Buona prassi sarebbe iniziare a fare meno paragoni tra noi e gli altri accettando che ogni vita è unica, capire che da fuori molte situazioni apparentemente felici potrebbero nascondere invece tanta infelicità ma anche ritrovare serenità nella disconnessione.

La FOMO nell’era del confronto

L’idea di perdere un bel momento non è un pensiero esclusivo dell’età contemporanea, ma solo negli ultimi decenni è diventato un concetto rilevante a causa dei cambiamenti avvenuti in ambito sociale. È infatti solo dal 1996, anno in cui Dan Herman identifica la problematica in una propria ricerca, che l’attenzione riposta in questo fenomeno inizia a crescere, per poi esplodere con l’avvento delle nuove tecnologie digitali.

Con la diffusione dei social media infatti la FOMO è emersa con chiarezza a causa dell’accelerazione portata dal contesto di continuo confronto che caratterizza le piattaforme social fatte di sovraesposizione delle nostre vite. Tutto deve essere instagrammabile, ogni piatto di pasta, ogni trucco, ogni abito, ogni abilità. Con TikTok tutto questo arriva a essere praticamente un lavoro per molti ragazzi in tutto il mondo. Il senso di quotidianità si distorce portando a credere di vivere una vita monotona rispetto a quella delle altre persone online.

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FOMO e adolescenza

Uno studio pubblicato ha dimostrato una correlazione tra la FOMO e l’uso diffuso di smartphone e social media, oltre a legarla all’ansia delle valutazioni altrui e agli effetti negativi sull’umore.

Gli adolescenti sembrano essere particolarmente vulnerabili ai suoi effetti. Osservare amici e altri coetanei condividere le proprie esperienze può scatenare il confronto e generare un profondo sconforto, contribuendo allo sviluppo di disturbi quali ansia, depressione e bassa autostima.

La FOMO può persino spronare a compiere azioni rischiose che altrimenti si eviterebbero, pur di avere un minuto di celebrità. In una piena fase di crescita, sviluppo e definizione di una propria identità, gli utenti più giovani potrebbero essere inclini ad agire senza considerare appieno le potenziali conseguenze a lungo termine.

Dalla FOMO alla Joy Of Missing Out

Dalle discussioni legate a questa fobia ha iniziato a emergere anche un concetto speculare. La JOMO (Joy of Missing Out) non è semplicemente un’alternativa ai social media: ha il potere di trasformare la propria relazione con il mondo digitale e con la realtà fisica.

Sperimentare la JOMO porta ad abbracciare il momento presente, alleggeriti dal peso di dover sempre essere presenti ai grandi eventi o essere ben informati sugli ultimi trend topic. Si tratta di tornare ad apprezzare le piccole gioie della vita, di prendersi una pausa dai continui stimoli digitali e di concentrarsi sulla bellezza della semplicità. È il piacere di trascorrere del tempo con sé stessi, dedicarsi a interessi personali e ascoltare le proprie esigenze, piuttosto che rincorrere quelle altrui.

Questa filosofia promuove una maggiore soddisfazione personale incoraggiando la consapevolezza delle proprie emozioni. Non implica necessariamente una gioia costante, ma piuttosto un equilibrio tra momenti di introspezione e gratitudine per ciò che si sta vivendo. La JOMO insegna che non è necessario essere costantemente connessi o partecipare a ogni evento o tendenza per condurre una vita appagante.

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3 pratiche per sentirsi abbastanza

Imparare ad apprezzare le proprie esperienze passa attraverso alcune pratiche attuabili nel quotidiano. Di seguito alcuni punti per ridurre la pressione esterna e ritrovare l’attenzione per un momento con se stessi.

Sensibilizzazione sensoriale

La FOMO ci porta a riempire le nostre giornate con attività e appuntamenti, ma senza avere il tempo di riflettere su ciò che stiamo vivendo. Concentrarsi sulle piccole sensazioni circostanti, come ascoltare il suono della pioggia sul tetto, percepire il profumo appena sfornato del pane, o sentire la brezza sulla pelle, permette di essere presenti nel momento.

Rinuncia al multitasking

A volte sembra di non avere tempo per fare tutto quello che si desidera e stare al passo con gli altri, finendo per immergersi in più situazioni contemporaneamente. Tale comportamento impedisce di cogliere le diverse sensazioni che ogni occasione porta con sé. Mettere in fila le proprie attività, piuttosto che sovrapporle, permette di sperimentare al meglio ogni momento. In questo modo potremmo anche scoprire la serenità che ci lascia una qualsiasi azione quotidiana.

Respirazione consapevole

Respirare è un copertamente automatico. Perché prestare quindi attenzione? Potrebbe sembrare una perdita di tempo e rappresenta una delle pratiche più complesse da mettere in atto. Una pausa per concentrarsi sulla respirazione, inspirando ed espirando profondamente, può promuovere il rilassamento, ridurre lo stress e aumentare la consapevolezza del presente.

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Il benessere digitale passa per la JOMO

Trasformare la paura in gioia richiede un cambiamento di mentalità e l’adozione di pratiche quotidiane per apprezzare appieno il momento presente. La JOMO ci insegna a disconnetterci dai confronti digitali, abbracciare la semplicità e ritrovare la gioia di vivere la nostra vita autentica.

Conoscere metodi per riscoprire la profondità delle piccole esperienze è un’attività fondamentale all’interno dei nostri percorsi formativi. Come Digital Detox Design ci impegniamo a divulgare e condividere la possibilità di un equilibrio tra online e offline.

Se vuoi approfondire l’argomento non esitare a contattarci.